giovedì 5 novembre 2020

WEB EDUCATION


 L'intervento-video di ieri tenutosi su Facebook, nella pagina della dottoressa Francesca Anzalone, potete trovarlo trovarlo nello spazio podcast del sito www.francescaanzalone.it

domenica 1 novembre 2020

DIRETTA FACEBOOK


 



Come si ascolta il web? Come si analizza un profilo? Come si conversa in una chat? Consigli utili per adolescenti, professionisti e aziende ma soprattutto spunti di riflessione su cui approfondire.

Come si comunica in rete? Come riconoscere falsi positivi e siti attendibili per le cose che cerchiamo? Come riconoscere l'affidabilità dei negozi online o di eventuali fornitori di servizi? Come fidarsi dei contatti e quale importanza dare alla comunicazione dei media?
Ne parleremo mercoledì 4 novembre alle ore 14,00 sulla pagina Facebook di Francesca Anzalone, PR e manager esperta in comunicazione. Sarò ospite

giovedì 24 settembre 2020

ITALIANI: QUANTO TEMPO PASSIAMO DAVANTI AGLI SCHERMI

 


QUANTO TEMPO PASSIAMO DAVANTI AGLI SCHERMI? UN'INDAGINE HA SVELATO CHE OLTRE 6000 ORE VENGONO PASSATE DAVANTI A TELEFONI, TELEVISORI E COMPUTER.


L’italiano medio (quello che vive almeno 65 anni) passa oltre trentacinque anni della propria vita davanti ad uno schermo, ch'esso sia tv, telefono, computer, tablet, e-reader o consolle di giochi. Oltre 400.000 ore nel corso della vita di un adulto medio, quindi, si svolgono davanti ad un display. Si passano circa tre ore e mezza al giorno a guardare schermi tv, poco meno di quattro ore e mezza davanti al computer e oltre tre ore a fissare uno smartphone. Inoltre, e-reader e dispositivi di gioco portano ad aumentare il tempo di esposizione, tralasciando molto spesso attività a cui si è o si era abituati. Tuttavia, le persone ritengono che almeno la metà di tempo speso su questi dispositivi sia "produttivo", ma non sanno spiegare in quale modo. Nonostante queste dichiarazioni, tantissimi hanno ammesso che non saprebbe come trascorrere il proprio tempo, altrimenti trascorso davanti ad uno schermo, soprattutto a fronte delle attuali misure di distanziamento sociale. Molti  degli intervistati ha addirittura ammesso di sentirsi in ansia se si allontana a lungo dal proprio telefono. Sarebbe importante essere consapevoli di cosa porti alla salute in generale, questo tipo di comportamento. Un eccessivo tempo di esposizione di fronte ad uno schermo, dovrebbe essere monitorato da noi stessi, per tenere sotto controllo la situazione senza esagerare nell'impulsività e nell'uso dei nostri devices.

Più di un decimo della popolazione, quando glielo si fa notare, rimane sorpreso dalla quantità di tempo passata davanti ad uno schermo, ma solamente il 15% circa lo considera preoccupante. Tra l'altro, sette persone su dieci afferma di risentire di sovraffaticamento degli occhi a causa del troppo tempo passato davanti a questi oggetti. Tuttavia, soltanto in pochi si ricordano di far riposare la vista ogni ora, mentre tante persone non fanno mai una pausa.Oltre alle conseguenze sul fisico dovute a un tempo di esposizione notevole, questa situazione può produrre effetti sulle relazioni e sul tempo dedicato alla famiglia o ai rapporti personali. Più di un terzo delle persone impegnate in una relazione, ha avuto una discussione con il proprio partner a causa del tempo di esposizione di fronte ad un device, sfogliando le pagine di un qualsiasi social network.

Genitori e figli:

Quasi quattro genitori su dieci ritengono che i propri figli passino troppo tempo attaccati ai loro dispositivi di gioco o ai loro telefoni, ma moltissimi genitori trovano complicato gestire il tempo di esposizione dei propri ragazzi perché, spesso, questi diventano dipendenti dalle tecnologie  mostrando forme di ribellione e cambiamenti di carattere. Molti genitori si colpevolizzano per questi comportamenti ma, nonostante il problema, più della metà pensa sia inutile intervenire sui propri figli per il tempo passato davanti ad un telefono o davanti a una piattaforma di gioco. 

Ricordate sempre e siate consapevoli; la demenza digitale, la dipendenza digitale e la solitudine digitale, saranno patologie difficilissime da guarire. 

mercoledì 27 maggio 2020

DIRETTA FACEBOOK

Negli ultimi tempi ci stiamo abituando a seguire e ad eseguire  corsi, lezioni scolastiche su piattaforme, formazioni online e dirette tramite live streaming sulle varie piattaforme.
Vi propongo questa di domani sera, alle ore 18.00, dove sarò ospite. Si parlerà di adolescenti in rete e di web education. Vi aspetto.



sabato 11 aprile 2020

LUNEDI' 13 APRILE




Vi aspetto lunedì 13 aprile, al #caffèindiretta di Francesca Anzalone. Parleremo di cyber bullismo, di web education e di come tenere sotto osservazione i comportamenti di minori e adolescenti che, in questo periodo critico, frequentano social network e app per comunicare tra loro.
Il link per connettersi, è il seguente:

https://www.facebook.com/francescaanzalonePRmanager/ 

Vi aspettiamo :)

lunedì 10 febbraio 2020

SELFIE E DIPENDENZA DIGITALE






Novantatré milioni di selfie al giorno; circa 100 al secondo. Una popolazione affetta da dipendenza digitale, che in futuro non potrà che peggiorare.



Dovremmo accorgerci che uno smartphone è un oggetto utilissimo per il nostro lavoro, la nostra comunicazione e, perché no, la nostra vita sociale, e invece continuiamo a sfruttare le sue potenzialità in modo sbagliato. Siamo all'interno di una vera e propria dipendenza e non ce ne stiamo accorgendo. Oppure, facciamo finta che tutto sia normale e cerchiamo di evitare la nostra stessa ammissione a questo tipo di "droga" che ormai ci avvolge e che ci porta lentamente alla demenza, oltre che alla dipendenza digitale. Siamo ossessionati dai selfie.
Questo modo di rappresentarsi sta diventando una vera e propria ossessione. Un vero disagio diffuso, che porta a riconoscerci negli sguardi altrui. Si tratta di un nuovo modo di fare esperienza del proprio corpo, non dissimile dal disagio nascosto dietro anoressia e bulimia. Praticamente ci si fida più degli apprezzamenti degli altri, fatti sul nostro aspetto corporeo, che degli apprezzamenti per ciò che veramente siamo e conosciamo, sulle nostra capacità, su quello che tutti i giorni facciamo nella vita reale. Ci si fida di perfetti sconosciuti che commentano il nostro aspetto e spesso diveniamo, sia adulti che adolescenti, vittime di cyberbullismo.
Il dottor Giovanni Stanghellini del Dipartimento di Scienze Psicologiche, della Salute e del Territorio dell'Università di Chieti e autore del libro "Selfie - Sentirsi nello sguardo dell'altro" edito da Feltrinelli, spiega: "Videor ergo sum, esisto in quanto vengo osservato da qualcuno, è questo il nuovo io all'epoca dei selfie. Il sé, insomma, 'prende corpo' solo attraverso lo sguardo dell'altro, solo perché qualcuno guarda il mio scatto".
Il problema principale, è che ormai lo smartphone è diventato una vera e propria protesi per il nostro corpo e non riusciamo più a separarcene. Esso permette di fotografarci in ogni istante e di rendere pubblico anche ogni cosa della nostra vita privata. Casa, famiglia, amici, cibo, animali, il nostro corpo e violando spesso anche la privacy altrui, sono sempre in balia del web e di perfetti sconosciuti. Non è un semplice dispositivo tecnologico estrinseco rispetto al corpo di una persona, come poteva essere una macchina fotografica. Ormai è talmente indispensabile che per molti di noi è difficile immaginare la propria esistenza in assenza di esso. Se pensiamo che ogni giorno in tutto il globo vengono scattati circa 93 milioni di selfie, quindi circa 100 al secondo, possiamo renderci conto di quanto sia diventata una vera e propria dipendenza il metterci in mostra. Gli adolescenti sono la fascia maggiormente colpita, con gravi conseguenze fin dalla tenera età; questa disconoscenza della dipendenza e demenza digitale, non può che far crescere le difficoltà di apprendimento e di gestione della vita reale, oltre che un visibile calo di relazioni dirette nella vita  di tutti i giorni  e delle cose in cui siamo maggiormente abituati a vivere.